El acto de la presentación del libro tendrá lugar este próximo 21 de enero 2025 en el Centro Cultural del Consulado Italiano-Madrid. Un viaje emocional de la historia de España traducido con la sensibilidad y estricta veracidad de los hechos, labor ardua y difícil conseguida por su traductora Elisabetta Bagli, uniendo de este modo los lazos culturales entre el español y el italiano.
La obra, ambientada durante la Guerra Civil Española y el difícil período de la posguerra, narra la historia de una niña que crece en un mundo devastado, donde la pobreza y la represión marcan el destino de generaciones enteras.
A través de la mirada inocente de una niña, podremos trasladarnos a un mundo hostil y lleno de resentimientos traducido en ganas de vivir y esperanza. Un relato histórico vivido en España basado en la posguerra española, donde el miedo queda envuelto por la amistad y el hambre por la ilusión de un mañana diferente.
La velada, moderada por Elisabetta Bagli, presidenta de Latium, académica de la ANLMI y traductora al italiano de la obra, ofrecerá un análisis de los temas tratados en el libro y un diálogo abierto con la autora y con el Delegado de Madrid de la ANLMI, José Luis Labad, escritor y poeta. Asimismo, colaborará también La Voce d’Italia.
María del Carmen Aranda, es Vicepresidenta y Coordinadora Nacional de la ANLMI en el Capítulo reino de España, autora de varios libros, participó ante los embajadores de las Naciones Unidas llevando como tema principal “La Importancia de la Lengua Española como Interconexión Cultural” .
Seguirán intervenciones de invitados de excepción, un debate con el público y un brindis final ofrecido gracias a la colaboración de Naturasì y Lorusso Gourmet, acompañado de especialidades gastronómicas para celebrar la literatura como puente entre la memoria y el futuro.
Publicado en eldiariodemadrid.es
María del Carmen Aranda
A propósito de la presentación del libro en el Centro Cultural del Consulado Italiano-Madrid, la escritora italiana Elisabetta Bagli ha aprovechado que la obra se ha publicado en italiano para realizar una entrevista a la escritora.
María del Carmen Aranda è una scrittrice spagnola di grande talento, conosciuta per le sue opere letterarie che spaziano tra narrativa, poesia e saggistica. La sua capacità di trattare temi complessi con profondità e sensibilità ha fatto di lei una figura rispettata e ammirata nel panorama culturale contemporaneo spagnolo e internazionale.
Tra le opere più celebri si annovera “Fiori tra le macerie” (“Flores entre escombros”) che è una biografia storica ambientata nel periodo della Guerra Civile Spagnola (1936-1939) e nel difficile periodo del dopoguerra. Questo romanzo storico mescola elementi biografici e narrativi per raccontare la vita di una bambina che cresce in un’epoca segnata dalla miseria, dalle privazioni e dalla repressione politica del regime franchista. La trama esplora temi come la resilienza umana, la forza della speranza e l’innocenza dell’infanzia, che fioriscono simbolicamente “tra le macerie” di un paese devastato.
Conosciamo meglio lei e il suo libro.
María del Carmen, come è nato in te il desiderio di scrivere?
Sin da bambina mi piaceva scrivere brevi composizioni e poesie. A diciotto anni andai in una casa editrice per chiedere quanto mi sarebbe costato pubblicare un libro, e all’epoca mi dissero che sarebbe stato un milione di pesetas, circa 6.000€ di oggi, per cui decisi di rinunciarvi. Un giorno, dopo molti anni, ripresi in mano la scrittura e decisi di scrivere in omaggio a mia madre e ai bambini del dopoguerra spagnolo. Non bisogna mai arrendersi quando si insegue un sogno.
In un’intervista hai detto che quando scrivi “ti liberi”. Come ti aiuta la scrittura ad esprimerti in modo più autentico?
Scrivere è una complicità tra la penna che trasmette il sentimento e il foglio che osserva e aspetta. È, come direi io, espirare ciò che pensi e senti.
Potresti condividere un esempio di un momento in cui scrivere ti ha aiutato a superare una difficoltà personale?
Potrei citarti il libro “Sussurri nell’aria”, una raccolta di racconti brevi e poesie in cui descrivo molti momenti vissuti, accompagnandoli con una metafora. Per esempio: “la passeggiata trionfale della solitudine”, come donna in carriera, il successo mi accompagnava, ma questo ha avuto un prezzo sulla mia vita familiare; o “I colori che la luna non vedeva”, le persone non vedono le cose allo stesso modo, anche se vivono sotto lo stesso tetto.
Hai anche parlato dell’importanza dell’ispirazione che proviene dall’ambiente circostante. Ci sono luoghi o momenti specifici che ti ispirano più di altri?
Sì, senza dubbio è così. Ci sono luoghi che, senza dire una parola, ti parlano. Come un viaggio o la semplice osservazione della natura possono scatenare nuove idee per una storia o una poesia? Lo sguardo di un anziano, il silenzio, il vento, un aroma, il sorriso di un bambino, delle mani tremanti, la luce o l’oscurità. Siamo circondati dalla bellezza e se sei una persona sensibile ti raggiunge, ti scuote dentro e affiorano le idee per scrivere una storia, un racconto o una poesia.
María del Carmen, Fiori tra le macerie è un romanzo molto emotivo che esplora il periodo della Guerra Civile Spagnola e del dopoguerra attraverso gli occhi di una bambina. Cosa ti ha spinto a raccontare questa storia?
L’impulso definitivo mi è arrivato quando ho visto mia madre con le lacrime agli occhi guardando in televisione dei bambini di tenera età rovistare tra i rifiuti. In quel momento ho deciso di raccontare la sua storia. La storia di una bambina, di migliaia di bambini come lei che hanno vissuto in un ambiente di tensione, paura e fame.
Concha è un personaggio che vive esperienze molto difficili e affronta le avversità con una resilienza straordinaria. Quanto hai sofferto nel scrivere questa storia così intima e commovente che tocca la vita di tua madre?
Ogni paragrafo che scrivevo sulla sua storia lo vivevo come se fossi lei. Il cuore mi batteva forte quando trovarono quella mula appena investita, piansi quando le rasarono i capelli a zero e provai una grande tristezza quando venne ingiustamente insultata da altri bambini per il semplice fatto di voler ascoltare le lezioni della maestra attraverso le finestre della scuola.
Nel romanzo vediamo come Concha e la sua famiglia affrontano le macerie, sia fisiche che emotive, lasciate dalla guerra. Simbolicamente, cosa rappresentano queste “macerie” e come hanno influenzato il tuo modo di scrivere?
Si potrebbe dire che le macerie sono le miserie umane, la distruzione. La storia si ripete sempre con scenari diversi. Scrivendo Fiori tra le macerie volevo che il mondo capisse il grande errore che è la guerra. Il pragmatismo e la veridicità sono stati fondamentali nel mio modo di scrivere questo racconto storico.
Il titolo del libro, Fiori tra le macerie, suggerisce un contrasto tra la devastazione e la bellezza che può emergere anche nei momenti più oscuri. Potresti parlarci di come si sviluppano i temi della speranza e della resilienza nel corso della narrazione?
Un bambino ha un’anima pura, non conosce l’orgoglio, la superbia o la follia per il potere, perché vede tutto attraverso gli occhi dell’innocenza; la sua vita è come un’avventura con pennellate di una realtà devastante che, in modo innato, cerca di liberarsi dal dolore usando la sua immaginazione e i suoi sogni.
La guerra non è solo un contesto storico, ma anche un’esperienza che scuote le dinamiche familiari e le relazioni tra genitori e figli. Come pensi che la guerra abbia trasformato il legame tra le generazioni nella tua famiglia?
Purtroppo, per quanto una famiglia possa essere unita, la guerra scuote tutti duramente. La perdita di mia madre (mia nonna) è stata un fattore determinante nella relazione familiare. Sua sorella maggiore divenne la matrigna dei piccoli orfani, forse a causa della situazione che vivevano, non ebbero il riparo e l’amore necessari. Si dice che il tempo guarisca tutto, ma la cicatrice della mancanza dell’affetto materno rimane dentro.
Hai scritto Fiori tra le macerie per raccontare una storia familiare, ma anche per condividere una parte importante della storia collettiva della Spagna. Qual è il tuo obiettivo come scrittrice nel trattare temi così dolorosi e universali come la guerra e le sue conseguenze?
Il mio obiettivo è la pace, che ciò che è stato vissuto non si ripeta. Si è scritto molto sulla guerra, sulle decisioni politiche, ma molto poco su come lo vive il popolo, i bambini, la gente innocente che vuole solo una vita semplice e dignitosa.
Come pensi che la narrativa possa aiutare le nuove generazioni a comprendere e affrontare eventi storici traumatici, come la Guerra Civile?
Jorge Ruiz de Santayana, filosofo spagnolo, disse una volta: “Chi dimentica la sua storia è condannato a ripeterla”, perciò siamo obbligati a conoscere la nostra storia senza odi e rancori. Dobbiamo ammirare quei bambini che oggi sono i nostri nonni e che sono riusciti ad andare avanti senza mezzi. La narrativa è uno strumento fondamentale per conoscere meglio la nostra terra, noi stessi. È una via affinché un paese sia consapevole della propria storia e della propria identità.
C’è qualche passaggio del libro che consideri particolarmente significativo, sia per il suo valore letterario che per il suo impatto emotivo? Potresti raccontarci di quel momento e di cosa rappresenta per te?
Ogni capitolo ha un alto significato e un impatto emotivo. Sento nelle sue pagine una bambina coraggiosa, che guarda sempre avanti senza paura, che fa emergere dalla miseria la bellezza. L’amicizia e l’amore per i suoi amici fecero cambiare il suo futuro, perché la speranza può fare qualsiasi cosa. Per me, la sua storia, le sue esperienze, sono un esempio di vita.
Come è stato accolto il libro dai lettori? C’è stata qualche risposta che ti ha colpito particolarmente, sia a livello emotivo che intellettuale?
È stato accolto con molta accettazione, oltre ai riconoscimenti ricevuti da Italia e Stati Uniti come storia contemporanea spagnola. Molte persone mi hanno detto che nelle loro famiglie hanno vissuto episodi molto simili a quelli raccontati nel libro e si sono emozionate. Le loro parole di ringraziamento arrivano sempre al mio cuore.
Nel libro, la sofferenza non è mai un punto di arrivo, ma un processo che porta alla crescita e alla maturità. Cosa speri che i lettori ottengano da Fiori tra le macerie e che messaggio vorresti che conservassero dopo aver letto la tua storia?
Che la speranza non deve mai essere persa e che dobbiamo conoscere la storia per non commettere gli stessi errori. Che i paesi sono composti da persone e che dobbiamo rimanere uniti, rispettando le credenze religiose e le idee politiche, prendendo il meglio da ognuna di esse per crescere insieme.
Perché hai deciso di tradurre questo libro in italiano?
I miei genitori hanno vissuto in Svizzera per quattro anni e durante quel periodo hanno fatto buoni amici italiani. Da allora, mia madre ama l’Italia e la sua gente, e il fatto che potesse vedere la sua storia in italiano sapevo che l’avrebbe resa molto felice.
Hai intenzione di tradurlo in altre lingue per far conoscere la tua storia?
La verità è che mi piacerebbe, è un libro di storia e resilienza.
Dopo il successo di Fiori tra le macerie, quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto organizzando dei cicli letterari per l’Accademia Nordamericana di Letteratura Moderna Internazionale (ANLMI) presso la casa editrice Sial Pigmalión a Madrid, con la partecipazione speciale di scrittori da tutta la Spagna e, se vengono da altri paesi, saranno benvenuti, ma devono parlare spagnolo. Stai lavorando a un nuovo libro o a un altro progetto che ti sta particolarmente a cuore? Ho preparato un libro di poesie che spero di poter pubblicare, ma ancora non so quando. Come disse Oscar Wilde: “Ho passato tutta la giornata a lavorare sulle prove di una delle mie poesie. La mattina misi una virgola, e nel pomeriggio la tolsi.”
Cosa pensi del ruolo della letteratura oggi, in un mondo che sembra sempre più tecnologico e frenetico?
La letteratura è fondamentale per lo sviluppo culturale. Sir Francis Bacon, pensatore e filosofo inglese, disse una frase molto interessante: “La conoscenza è potere” e quella conoscenza si ottiene attraverso la lettura, svegliando la nostra immaginazione e rendendoci meno manipolabili. Dobbiamo dedicare tempo alla riflessione e fermare quel treno che ci conduce tutti a grande velocità senza una destinazione fissa.
Come può la scrittura continuare a essere rilevante per le nuove generazioni?
Deve esserlo. Se smettiamo di scrivere e leggere, le future generazioni si sentiranno vuote, manipolate. Potranno leggere ciò che scrive l’Intelligenza Artificiale, ma mancherà del vero sentimento dello scrittore, del suo punto di vista critico. Saremmo come robot telecomandati.
Ti piacerebbe lasciare un messaggio?
Sì, certo. Signore, signori, leggete, leggete tutto ciò che potete. Insegnate ai vostri figli l’abitudine alla lettura fin da piccoli per svegliare le loro menti e la loro immaginazione; loro sono il nostro futuro.
Traducción al español
María del Carmen Aranda es una talentosa escritora española, reconocida por sus obras literarias que abarcan narrativa, poesía y ensayo. Su capacidad para abordar temas complejos con profundidad y sensibilidad la ha convertido en una figura respetada y admirada en el panorama cultural contemporáneo de España y del ámbito internacional.
Entre sus obras más destacadas se encuentra “Flores entre escombros”, una biografía histórica ambientada en el período de la Guerra Civil Española (1936-1939) y en los difíciles años de la posguerra. Esta novela histórica mezcla elementos biográficos y narrativos para contar la vida de una niña que crece en una época marcada por la miseria, las privaciones y la represión política del régimen franquista. La trama explora temas como la resiliencia humana, la fuerza de la esperanza y la inocencia infantil que florece simbólicamente “entre los escombros” de un país devastado.
Vamos a conocer más sobre ella y su libro.
María del Carmen, ¿cómo nació en ti el deseo de escribir? Desde muy niña me gustaba escribir breves redacciones y poemas. A los dieciocho años fui a una editorial a preguntar cuanto me costaría editar un libro y en aquel entonces me dijeron que un millón de pesetas, unos 6.000€ de ahora, por lo que lo desestime. Un día, pasados muchos años, tomé de nuevo las riendas de la escritura y decidí escribir en homenaje a mi madre y a los niños de la posguerra de España. Nunca hay que darse por vencido cuando se persigue un sueño. En una entrevista, dijiste que cuando escribes “te liberas”. ¿Cómo te ayuda la escritura a expresarte de manera más auténtica? El escribir es una complicidad entre la pluma transmisora del sentimiento y el papel que observa y espera. Es, como diría yo, exhalar lo que piensas y sientes. ¿Podrías compartir un ejemplo de un momento en que escribir te permitió superar una dificultad personal? Podría citarte el libro “Susurros al Aire” un elenco de relatos cortos y algunos poemas en el que describo muchos momentos vividos acompañándolos de una metáfora. Por ejemplo: “el paseo triunfal de la soledad” como mujer ejecutiva me acompañaba el éxito, pero eso tuvo un precio en mí vida familiar o “Los colores que no veía la luna” las personas no vemos las cosas de igual manera, aunque vivamos bajo un mismo techo. También mencionaste la importancia de la inspiración que proviene del entorno. ¿Hay lugares o momentos específicos que te inspiran más que otros? Si, sin duda así es. Hay lugares que, sin mediar palabra, te hablan ¿Cómo un viaje o la simple observación de la naturaleza pueden desencadenar nuevas ideas para una historia o un poema? La mirada de un anciano, el silencio, el viento, un aroma, la sonrisa de un niño, unas manos temblorosas, la luz o la obscuridad. Estamos rodeados de belleza y si eres una persona sensible te alcanza, te remueve por dentro y afloran las ideas para escribir una historia, un relato o un poema.María del Carmen, Flores entre escombros es una novela muy emotiva que explora el período de la Guerra Civil Española y la posguerra a través de los ojos de una niña. ¿Qué te impulsó a contar esta historia? El impulso definitivo me llegó cuando vi a mi madre con lágrimas en los ojos al ver en televisión como niños de corta edad rebuscaban entre la basura. En aquel momento decidí contar su historia. La historia de una niña, de miles de niños como ella que vivieron en un entorno de crispación, miedo y hambre .Concha es un personaje que vive experiencias muy difíciles y enfrenta las adversidades con una resiliencia extraordinaria. ¿Cuánto sufriste al escribir esta historia tan íntima y conmovedora que toca la vida de tu madre? Cada párrafo que escribía sobre su historia me sentía ella. Me palpitaba el corazón cuando encontraron aquella mula recién atropellada, lloré cuando le cortaron el pelo a cero y sentí una gran tristeza cuando injustamente fue insultada por otros niños por el simple hecho de querer escuchar las lecciones que impartía la profesora tras las ventanas del colegio.En la novela, vemos cómo Concha y su familia enfrentan los escombros, tanto físicos como emocionales, dejados por la guerra. Simbólicamente, ¿qué representan estos “escombros” y cómo han influido en tu forma de escribir? Podría decirse que los escombros son las miserias humanas, la destrucción. La historia siempre se repite con otros escenarios. Al escribir Fiori tra le Macerie quería que el mundo supiese el gran error que es la guerra. El pragmatismo y la veracidad fueron fundamentales en mi forma de escribir este relato histórico. El título del libro, Flores entre escombros, sugiere una contraposición entre la devastación y la belleza que puede surgir incluso en los momentos más oscuros. ¿Podrías hablarnos sobre cómo se desarrollan los temas de esperanza y resiliencia a lo largo de la narrativa? Un niño tiene un alma pura, no entiende de orgullo, de soberbias o de la locura por el poder porque todo lo ve a través de los ojos de la inocencia; su vida es como una aventura con pinceladas de una realidad devastadora que de forma innata intenta deshacerse del dolor utilizando su imaginación y sus sueños.La guerra no es solo un contexto histórico, sino también una experiencia que sacude las dinámicas familiares y las relaciones entre padres e hijos. ¿Cómo crees que la guerra transformó el vínculo entre generaciones en tu familia? Desgraciadamente por muy unidos que una familia esté, la guerra sacude a todos con crudeza. La pérdida de su madre (mi abuela) fue un detonante importantísimo en la relación familiar. Su hermana mayor, paso a ser la madrastra de los pequeños huérfanos, quizá por la situación que vivían, no tuvieron el cobijo y amor necesario. Se dice que el tiempo todo lo cura, pero la huella de la falta del cariño de una madre siempre se lleva dentro.Escribiste Flores entre escombros para contar una historia familiar, pero también para compartir una parte importante de la historia colectiva de España. ¿Cuál es tu objetivo como escritora al tratar temas tan dolorosos y universales como la guerra y sus consecuencias? Mi objetivo es la paz, que no se repita lo ya vivido. Se ha escrito mucho sobre la guerra, las decisiones políticas pero muy poco sobre como lo vive el pueblo, los niños, la gente inocente que lo único que quiere es una vida sencilla y digna.¿Cómo crees que la narrativa puede ayudar a las nuevas generaciones a comprender y enfrentar eventos históricos traumáticos, como la guerra Civil? Jorge Ruiz de Santayana, filósofo español, dijo una vez que: “Quién olvida su historia esta condenado a repetirla”, por ello estamos obligados a conocer nuestra historia sin odios ni rencores. Debemos admirar a esos niños que hoy son nuestros abuelos y que supieron salir adelante sin medios. La narrativa es un medio fundamental para conocer más sobre nuestra tierra, sobre nosotros mismos. Es una opción para que un pais sea consciente de su historia y de su identidad.¿Hay algún pasaje del libro que consideres particularmente significativo, tanto por su valor literario como por su impacto emocional? ¿Podrías contarnos más sobre ese momento y lo que representa para ti? Cada capítulo lleva consigo un alto significado e impacto emocional. Siento en sus páginas a una niña valiente, mirando siempre al frente sin miedos, aflorando de la miseria lo más bello. La amistad y el amor por sus amigos hizo que su futuro cambiará y es que la esperanza todo lo puede. Para mí, su historia, sus vivencias, han sido un ejemplo de vida.¿Cómo fue recibido el libro por los lectores? ¿Alguna respuesta te ha impactado especialmente, ya sea a nivel emocional o intelectual? Fue recibido con mucha aceptación además de los reconocimientos recibidos de Italia y EE.UU como historia contemporánea española. Muchas personas me han comentado que en sus familias vivieron episodios muy parecidos a lo que cuento en el libro y se han emocionado. Sus palabras de agradecimiento siempre me llegan al corazón.En el libro, el sufrimiento nunca es un punto de llegada, sino un proceso que conduce al crecimiento y a la madurez. ¿Qué esperas que los lectores obtengan de Flores entre escombros y qué mensaje te gustaría que conservaran después de leer tu historia? Que la esperanza nunca debe perderse y que debemos conocer la historia para no caer en los mismos errores. Que los países se componen de personas y que debemos permanecer unidos, respetando creencias religiosas e ideas políticas sacando lo mejor de cada una de ellas para crecer juntos. ¿Por qué decidiste traducir este libro al italiano? Mis padres vivieron en Suiza cuatro años y durante ese tiempo hicieron buenos amigos italianos. Desde entonces, mi madre ama a Italia y a sus gentes y el que pudiese ver su historia en italiano sabía que le haría muy feliz.¿Tienes intención de traducirlo a otros idiomas para dar a conocer tu historia? La verdad es que si me gustaría pues es un libro de historia y resiliencia.Después del éxito de Flores entre escombros, ¿cuáles son tus próximos proyectos? Estoy organizando unos ciclos literarios de la Academia Norteamericana de Literatura Moderna Internacional (ANLMI) en la editorial Sial Pigmalión en Madrid con la participación especial de escritores de toda España y si vienen de otro país, también serán bienvenidos, pero eso sí, que hable español ¿Estás trabajando en un nuevo libro o en otro proyecto que sea importante para ti? Tengo preparado en el cajón un poemario que espero poder editar, pero aún no sé cuándo. Como dijo Oscar Wilde “Me pasé todo el día trabajando en las pruebas de uno de mis poemas. Por la mañana puse una coma, y, por la tarde, la volví a quitar.¿Qué piensas del papel de la literatura hoy, en un mundo que parece cada vez más tecnológico y acelerado? La literatura es fundamental para el desarrollo cultural. Sir Francis Bacon, pensador y filósofo inglés, dijo una frase muy interesante “El conocimiento es poder” y ese conocimiento se obtiene a través de la lectura despertando nuestra imaginación y haciéndonos menos manipulables. Debemos dedicar tiempo a la reflexión y parar ese tren que nos conduce a todos a gran velocidad sin un destino fijo ¿Cómo puede la escritura seguir siendo relevante para las nuevas generaciones? Debe serlo. Si dejamos de escribir y de leer, las futuras generaciones se sentirán vacías, manipuladas. Podrán leer lo que la Inteligencia Artificial escriba, pero carecerá del verdadero sentimiento del escritor, de su punto de vista crítico. Seríamos como robots teledirigidos ¿Te gustaría dejarles un mensaje? Si, por supuesto. Señoras, señores lean, lean todo lo que puedan. Enseñen a sus hijos el hábito de la lectura desde pequeños para ir despertando sus mentes e imaginación; ellos son nuestro futuro. Publicado en lavoceditalia.com
